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La pagina di Carlo Del Nero ORGOGLIOSAMENTE LAICISTA – Questa pagina è per chi ha la pazienza di volere, non per chi ha la fretta di potere

I viaggi di Gulliver

Link all’Associazione
ALTernativa RAdicale

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Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito
- il nuovo segretario
- la mozione approvata
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30 gennaio 2012 - Ricordo quando chiamò; mia moglie subito pensò allo scherzo di un amico e …stava per riattaccare! Poi quella voce le sembrò troppo autentica e presa dal dubbio gli dette il numero di telefono del mio ufficio. Così lui mi chiamò in ufficio ed ancora una volta non mi trovò, era l’ora di pranzo e stavo al bar. Mi chiamò una terza volta e a questo punto, messo in guardia dalla collega che aveva risposto in precedenza, mi feci trovare e risposi, con qualche incertezza. Mi lesse una lettera che aveva scritto e mi chiese se andasse bene. Certo che andava bene, benone anzi!! La sera stessa me la vidi recapitare a casa. Per questo atto gli fui sempre riconoscente, e proprio per questo mi sentii in dovere, quando decidemmo di raccogliere le firme contro di lui, di comunicarglielo scrivendo di getto, senza troppi ripensamenti, una lettera che poi spedii da Roma, dove stavo per il nostro solito congresso. Quella lettera la scrissi con tristezza ed anche quelle firme le raccolsi con tristezza, perché mai avrei pensato di trovarmi contro di lui. Ma accadde. Nonostante questo ebbi ancora qualche scambio. Terminato il tempo della sua Presidenza non capitò mai più.

24 gennaio 2012 - Si legge oggi su QuotidianoApuano questa frase virgolettata ed attribuita a Don Luca: “Ad esempio, nella nostra avversione nei confronti della secolarizzazione e laicizzazione della società, troviamo più punti di incontro coi musulmani che coi cristiani protestanti”. Qui c’è molto del disastro italiano, anche i migliori fra di loro, o almeno quelli ritenuti tali, mostrano una avversione, sì, proprio avversione è la parola usata,  nei confronti della Libertà, della responsabilità dell’individuo, del Cittadino consapevole; è davvero preoccupante. Vogliono ancora sudditi devoti, ci vogliono mansueti, rassegnati o invasati, mai lucidi. Un’ennesima delusione da quella parte, una nuova dichiarazione di guerra, un nuovo ostacolo ad un dialogo che sembra ormai sempre più impossibile. Non c’è nessuna soddisfazione nel riconoscere la pochezza dell’avversario, pur mascherata dal suo immenso potere economico e politico. E’ invece molto triste. Sono entrato in molte chiese protestanti (in inghilterra e non altrove) e ne ho provato spesso piacere. Certo non conosco davvero quelle chiese e quella chiesa, avranno i loro guai!! ma entrando in quelle chiese si ha un’impressione davvero differente, non ci si sta male, non si sente alcun obbligo, non si respira imposizione, si avverte un senso del sacro ben distinto dalla rigidità dei riti e dall’ottusità degli officianti che si avverte nelle nostre sacrileghe chiese. Poi anche loro visti da vicino, chissà!! ma l’impatto è certo differente. Andate pure a cercare le vostre vicinanze con i mussulmani, nulla da obiettare, cercate di non prendere ad esempio i più irrispettosi delle libertà degli individui, dei diritti della comunità LGBT, dei diritti delle donne. Probabilmente anche fra i mussulmani si possono fare delle scelte, io vi consiglierei di partire dal segretario del nostro partito, magari potrebbe insegnarvi qualcosa.

23 gennaio 2012 - A volte chi lascia lo fa per tornare più convinto e determinato di prima, a volte chi lascia …lascia e basta!!  così come nella vita quotidiana, anche in politica capita che qualcuno lasci per un sentito dire.  Non c’è nulla di male nella debolezza, siamo tutti fragili, instabili, condizionati e condizionabili. Sappiamo poco, crediamo di sapere qualcosa di più e ci affidiamo a quello che immaginiamo sappiano gli altri per tutto il resto.

In questi giorni si fa più pressante la presenza di link a interviste di persone che se la prendono col consumismo e, ovviamente, col liberismo (più o meno selvaggio). Molti di questi in realtà hanno proprio antipatia per ogni idea liberale e libertaria, altri sono in buona fede. Noi eravamo contro il consumismo nel ’68, e lo siamo tutt’ora senza farne troppo clamore. Io penso solo che sia l’alternativa la strada vincente e non la demonizzazione. Io sono un antiproibizionista anche sul consumismo, ma come ogni antiproibizionista, inseguo la riduzione del danno e la proposta di un modello alternativo senza criminalizzare nessuno. E non pretendo che sia il governo a portarmi sulla buona strada da buon padre che finisce sempre col diventare buon padrone. Alla base di tutto c’è la cultura. Ma cos’è la cultura? c’è purtroppo ancora chi crede che la cultura sia leggere un libro, o che sia conoscere un sacco di cose, o che sia andare a teatro. Quante stronzate. Se così fosse l’uomo di 1000 anni fa, con infinite conoscenze in meno, sarebbe da considerare un incolto e noi stessi e i nostri figli, nipoti e pronipoti saremmo tutti da considerare incolti se pensiamo alle conoscenze che ancora ci mancano. Già, ma tutto è da relativizzare mi si dirà. Beh! cos’è la cultura è solo una domanda un po’ più stupida di altre, la cultura infondo è un po’ una fede e non ha definizioni se non che la cultura è l’amore per la cultura. Un sistema chiuso, una fede appunto. L’unica che non provochi disastri.

Cosa ha a che fare il primo paragrafo col secondo? nulla, inutile cercare di fare i filosofi, semmai i teologi; qui non c’è proprio nessun gatto nero.

18 gennaio 2012 -  Una buona notizia la trovate sul sito dell’associazione, dove vi ricordiamo anche l’appuntamento per domani sera. Qui invece, almeno oggi, voglio parlare di altro. Ma di altro che va comunque oltre il personale. Oggi non mi interessano le solite “porcate” di un’altra assessora a spese del contribuente, e non mi interessano neppure gli scontri nella destra carrarina o nella sinistra massese o le altre bassezze a cui ci siamo dovuti abituare. Oggi dovrei essere incazzato, dovrei esserlo per il comportamento dei miei dirigenti, quelli più in alto, quelli scelti direttamente dal Governatore, per la scorrettezza che stanno dimostrando nei confronti del personale, per l’ottusità che dimostrano e per il fatto che continuano a dilapidare soldi del contribuente per ragioni misteriose, ma certamente poco nobili.  Ma sapete? non me ne frega niente!! oggi proprio no. Credo che l’indifferenza sia l’unica risposta possibile per la mia salute e che altro non meritino. Perché poi, comunque, nonostante tutto, oggi non riesco davvero ad essere incazzato. Penso di aver fatto quanto potevo per offrire il meglio e costruire un percorso per i prossimi giorni e mesi. Dunque sono soddisfatto. Fate quello che volete, non riuscirete oggi, almeno per oggi, a farmi cambiare umore.

17 gennaio 2012 - Siria, Myanmar, Nordcorea, oppure Ungheria, Romania oppure altri 100. Il mondo è in ebollizione; Celentano andrà a San Remo e pare che ci sia grande attesa per la sua “sconvolgente” performance. I conti continuano a non tornare, ma in realtà è normale che sia la normalità a vincere.  Chi torna a casa la sera, dopo una giornata di lavoro, dopo le classiche incazzature con questo o quello, o anche solo dopo una giornata proficua che deve preludere ad un meritato riposo, può aver voglia di pantofole, può aver voglia di distrazione, può aver voglia di divertimento, relax e qualche piccola soddisfazione, magari un po’ futile, ma rigenerante. La ricerca della felicità passa anche per il riposo e lo svago ed è un Diritto. Noi con la nostra cultura un po’ bigotta, un po’ ipocrita e un po’ meschina tendiamo a colpevolizzare il benessere effimero. Dovremmo invece essere pronti a proporre una alternativa valida, più appagante, più “elevata”, ma senza il disprezzo saccente per il futile: una proposta alternativa che sapesse per se stessa mostrarsi nella sua evidente superiorità. Se non ne siamo capaci o se ci è impedito, inutile prendersela col consumismo, col vuoto. Il consumismo si supera con una proposta migliore, non con la demonizzazione ideologica, siamo noi a dover mostrare il pieno. Certo dovremmo essere in tanti, ma siamo dispersi, siamo forse diffidenti. Non siamo un continente compatto, siamo tante isole non comunicanti. La proposta alla fine appare inquinata, annacquata, distorta, illeggibile. O più semplicemente non appare.

13 gennaio 2012 - Grande putiferio (o più probabilmente tempesta in un bicchier d’acqua) per la decisione di voto dei radicali sull’arresto di Cosentino. Solo qualche piccola noticina. Prima: gli italiani sembra che abbiano smesso improvvisamente di essere tutti Commissari Tecnici della nazionale di calcio e siano diventati esperti giuristi. Credo che questo sia un passo avanti e me ne rallegro dopotutto… Seconda: a nessuno è venuto in mente che non c’è stato voto palese e dunque i parlamentari a qualunque titolo “venduti” hanno potuto votare indisturbati ed al riparo dalle critiche di tutti. Ovviamente non altrettanto per quelli che si sono assunti la responsabilità della propria scelta. Terza: la Giunta per le autorizzazioni a procedere è chiamata a valutare in base alle carte trasmesse dalla magistratura e dunque dire che la valutazione delle carte spetta alla sola magistratura è una palese stupidaggine; per quale motivo allora queste carte viaggerebbero da una parte all’altra? e su cosa altrimenti dovrebbe giudicare la Giunta? Quarta: col voto di ieri non si è assolto né si è impedito il processo, si è solo negata l’autorizzazione all’arresto. Il processo (ed anche lo show) va avanti. Quinta: si dice che i cittadini devono essere uguali davanti alla legge, ma si omette di dire che un parlamentare eletto non è un cittadino qualunque e che le forme di garanzia sono strumenti al servizio della democrazia e non del singolo parlamentare. Le istituzioni non possono essere soggette a ricatti. Certo abbiamo conosciuto molti casi di abusi e distorsioni, già le cronache ne erano piene in anni lontani quando quasi nessuno se ne scandalizzava, ma questo non può farci dimenticare che la norma ha delle motivazioni e che se si vuole cambiare si deve tener conto di queste, per sostituire la norma cattiva con una migliore e non per abolire le garanzie in modo superficiale senza valutare le possibili conseguenze. Il futuro è talmente pieno di insidie per il residuo di democrazia del nostro Paese che forse è meglio non buttarne più via neppure un frammento e cercare semmai di migliorare.  Ultima: io non ho letto le carte e non so dunque se il voto dei radicali sia stato giusto o sbagliato, so per certo che non è stato dato alla leggera e che non nasconde nulla di oscuro. Dipende da una serena valutazione, contestabile, ma non censurabile. Eccovi comunque due piccoli link tanto per saperne di più: uno e due.

Tutto ciò detto, se vi piace fare gli arrabbiati, fate pure, l’ulcera verrà a voi non a me; certo quando scegliete i motivi per sfogare la vostra voglia di rabbia, potreste anche fare un po’ più attenzione, che ragioni più nobili ve ne sarebbero tante…

12 gennaio 2012 - Lorsignori, appartenenti a questa sinistra un po’ becera e destrorsa, ma anche assunti a tempo pieno fra i rivoluzionari duri e puri, non fanno che riempirsi la bocca con la famosa poesia di Brecht “prima vennero a prendere…” e con l’altrettanto famosa (anche se dalla paternità meno certa!!) frase di Voltaire “non sono d’accordo…”; poi capita che dopo “la peste italiana”, dopo la definizione data da Pannella della Consulta come cupola della mafiosità partitocratica, dopo decenni di lotte, improvvisamente questi si sveglino e si mettano a gridare al golpe, per la bocciatura dei referendum elettorali e capita anche che tuttora continuino a trovare normale che l’informazione si comporti in questo modo nei confronti della realtà radicale. Un giorno anche su questo inizieranno a parlare, ma sarà tardi.

Per altro questa era una lotta tutta interna al regime. I referendum avrebbero cancellato il porcellum, ma senza alcun progresso verso un sistema uninominale, senza alcuna speranza di rinascita della politica. Solo un ritocco per meglio consolidare un regime in difficoltà di immagine e sostanza.

10 gennaio 2012 - Vi invito a leggere il comunicato odierno dell’Associazione a questo link, se poi vi siete persi quelli vecchi, potete ritrovarli a quest’altro.

10 gennaio 2012 - E’ vero, come dice qualcuno, che a volte è difficile capire quello che scrivo e con chi ce l’ho. Sembra quasi che stia parlando a me stesso più che ad altri ed è probabilmente esattamente così. Però accade tante volte di captare sguardi, suoni, voci, atteggiamenti e da questi riuscire a capire se due persone stanno litigando o dedicandosi attenzioni o consolandosi o chissà che altro. Capita senza neppure conoscere le persone né vagamente l’argomento del loro interesse. Eppure capita ed è già una forma di conoscenza. A volte bisogna accontentarsi, ché poi la chiarezza troverà i suoi modi ed i suoi tempi.

7 gennaio 2012 - Credo che in casa vaticana abbiano valutato che ormai gli italiani sono pronti per il passo successivo. O forse invece hanno pensato di accelerare i tempi perché si sentono mancare il terreno sotto ai piedi, o forse ancora non possono permettersi di farsi trovare impreparati agli eventi. Non so dire. Certo è che i programmi delle televisioni pubbliche e private stanno andando sempre più in direzione di un rincoglionimento del telespettatore con miracoli, telenoveNe e bigotterie di ogni tipo. Probabilmente valutano che il peggio deve ancora venire e che nel peggio loro hanno parecchio da guadagnare, la gente si fa sempre meno razionale, sempre più predisposta a inseguire qualunque speranza, sempre più fragile, vulnerabile. Non so se prevedono di appoggiare un nuovo regime violento o di farsi essi stessi regime repressivo o di completare l’infiltrazione a prescindere dal futuro regime, ma per uomini liberi non c’è da stare allegri…

6 gennaio 2012 - Il consigliere Benedetti  chiede le dimissioni di Andreani dalla presidenza del consiglio. Questa volta Benedetti ha tutte le ragioni. In realtà a mio parere Andreani dovrebbe dimettersi dal consiglio comunale, non solo dalla presidenza. Del resto Andreani a mio parere doveva già farlo quando in violazione delle leggi vigenti aveva imbrattato la città della sua faccia, coprendo con i suoi manifesti tutti gli spazi non suoi. Non fu il solo a farlo, certo, ma proprio questa idea di considerare se non proprio legale almeno tollerabile quel che  tutti fanno, è ciò che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro. Ma gli elettori lo  hanno sempre accettato e probabilmente continueranno a farlo; e se così sarà, non ci saranno possibilità di uscita da questa situazione. Tornando al punto, essere garantisti va bene, certamente noi lo siamo per primi, ma questo non significa dover aspettare l’ultimo grado di giudizio quando il grave fatto politico è già accertato. Qualcosa di simile è il caso Firmigoni. Certo la giustizia ha i suoi tempi, ma le prove certe ed inconfutabili della truffa ci sono e sono pubbliche dal primo momento. Un amministratore onesto si sarebbe senza dubbio dimesso per la gravità del fatto dal punto di vista politico, lasciando poi che la giustizia seguisse con calma il suo corso ed affrontandola da cittadino comune. (7/1/12 – Vabbè, mi correggo. Un amministratore onesto semplicemente non si sarebbe trovato in questa situazione)

5 gennaio 2012 - Prima che arrivino le befane, rivolgiamo un pensiero a tutte le meravigliose donne che incontriamo, che immaginiamo, che amiamo. Anche per loro verrà il momento e sarà ben più triste. Come diceva il poeta per gli straccioni: “partirvene non fu fatica perché la morte vi fu amica”, così per le befane di domani la vecchiaia avrà un peso forse minore, per alcune potrà essere addirittura una rivincita, ma per le altre!!  Perché quando gli anni peseranno, a cosa sarà servito l’esser state tanto belle se non a rendere tutto più difficile e pieno di nostalgia e rimpianti. E poi neppure tanto per loro, perché molte fra loro troveranno i mille motivi per vivere serenamente la nuova stagione, ma per noi che guardiamo e che abbiamo visto il prima e che stentiamo ad accettare il dopo. E magari noi che neppure tanto belli siamo stati, guardando il tempo passato in quello specchio, ci sentiamo ancora peggiori di quel che siamo. Che poi è tutto molto strano, con tutta la grande musica che ho sentito, con tutte le note che mi hanno portato via, mi sento struggere sentendo “mi ritorni in mente”, solo perché avevo 14 anni e toccavo con l’entusiasmo della scoperta il lato b delle gemelline. Non ricordo neppure come si chiamavano, eppure durò un’estate intera e pagherei per rivederle adesso, anche se posso temere il tempo anche per loro, eppure vorrei sapere di tutti questi 42 anni di assenza. Inutilmente!

4 gennaio 2012 - Sono le 2 di notte e penso che se uno ha una visione netta, chiara e dirompente, non può desiderare altro che condividerla. Ovvio che qualcuno può darmi del pazzo, ma rendendo evidente di non aver mai avuto visioni, passioni, urgenze, nulla che valesse la pena condividere e dunque nulla che oggi potrebbe fargli comprendere questo mio personale desiderio. Ma a che vita di merda si è condannato!!

3 gennaio 2012 - Stavo ascoltando, ovviamente su Radio Radicale, i funerali di Don Verzè e ho sentito dire che il Don era “dispensatore di misteri”. Mi ha colpito questa frase perché non stavano parlando della CIA, che magari avrebbe dato un senso alle parole e neppure volevano far nascere qualche dubbio sul prelato; no, lo stavano lodando. La frase dunque risultava assolutamente priva di senso in quel contesto. Così mi è nata spontanea una riflessione: le religioni investono molto su frasi che non significano nulla di nulla, ma utili ad incantare il popolo. Credo che le religioni siano le prime corruttrici della parola.

1 gennaio 2012 - Caro Alessandro, non sono sempre il solito radicale, anzi, il mio problema è forse quello di essere unico anche come radicale. Il fatto è che non sono come certi cesti natalizi dove trovi qualcosa da gustare ed altro da buttare. No, mi si deve prendere o lasciare in blocco, perché nel mio piccolo sono un intero. In tutte le categorie e le pagine di questo blog, o sito, o come lo vuoi chiamare, c’è tutto, ma nulla che non sia sorretto dal resto e che non acquisti col resto la sua più vera luce. A me questo piace.

31 dicembre 2011 - Siamo alla fine dell’anno e come sempre piovono gli auguri. Un rituale un po’ stanco, ma probabilmente inoffensivo. In alcuni casi forse persino utile. Utile per chi è solo, utile per chi non se la sente più, utile per tutti quelli che in definitiva probabilmente saranno gli unici a non ricevere auguri. Io quest’anno non ho voglia di dire nulla a nessuno. Qualcosa mi toccherà, ma cercherò di limitare al massimo. Tutto ciò che posso augurare non interessa al destinatario degli auguri, quindi non ha senso. Potrei augurare a me stesso di trovare segni di vita in questo pianeta dove sono alieno, o forse se mi abituassi alla rassegnazione saprei affrontare meglio anche questo 2012; ma la speranza si sa, è una condanna a vita!!

30 dicembre 2011 –

un piccolo contributo

da un grande archivio

quando raccontare la storia è fare storia.

29 dicembre 2011 - L’anno è prossimo alla chiusura e neppure da quello che dovrebbe essere il “Lider maximo” ho ottenuto un accenno di risposta. Anzi soprattutto da lui non ho ottenuto se non un generico segno di “umana comprensione”, politicamente inutile. Del resto nulla posso pretendere; ma posso accettare che da me invece si pretenda ciò che non si è disposti a dare? Infine probabilmente lo farò, cercherò ancora di esserci e di dare, ma la mia convinzione non è più la stessa. Ho sollevato un problema, con il documento certo molto forte e provocatorio che trovate nella pagina dei documenti del piccolo Satyagraha (non-azione nonviolenta), mi aspettavo, come uno solo ha fatto, che mi si dicesse con chiarezza perché no, non volendo dire perché sì. Invece si è voluto solo sorvolare. Neppure il coraggio di assumersi la responsabilità di ipotizzare una follia (che pure “dietro” in molti hanno certamente ipotizzato). Dunque è ancora tempo di restare in questo mondo radicale e di cercare ancora vita qua, ché vita su Marte non mi pare di trovarne!!

27 dicembre 2011 - Giorni di festa – Un mio parente sostiene che lo stato non debba fare cultura …però l’ora di religione nelle scuole gli va bene e il proibizionismo pure. Cioè secondo lui lo stato non deve fare cultura, ma religione e morale sì. Quanto è duro il natale!!!

25 dicembre 2011 - Alle 2.31 di notte è già natale. Ieri ho incontrato una persona che ha fatto finta di non vedermi e non ha risposto al saluto. Ne sono felice. Non perché non voglia avere nulla a che fare con lui, anzi, ma perché mi ha dimostrato di essersi offeso per delle parole dure di qualche tempo fa. Erano dure, ma franche e lo hanno colpito certo per la durezza, ma credo ancor più per la franchezza. Questo significa che è stato vinto dalla sua umanità. Mi piace. E’ sempre bene quando esce fuori la parte umana, anche se una debolezza, forse a maggior ragione quando è una debolezza. Questi uomini del potere, della casta, proprio in queste piccole cadute mettono a nudo la loro essenza tenuta nascosta ed è molto bello. Dunque “Auguri anche a te, con simpatia”.

22 dicembre 2011 - Domenica ero a Milano, al museo del 900 in piazza Duomo, davanti alla valigia di Duchamp, davanti all’entusiasmo di un’epoca tragica, ieri era l’anniversario della nascita di Frank Zappa, pochi giorni fa è morto Havel e mi ritornano in mente gli occhi verdi delle ossa di John che non durarono. Duchamp muore nel ’68, quando sembra cambiare tutto e da noi qualcosa è già vecchio. Non capisco come sia possibile vivere in mezzo a tanta distrazione. Me ne rammarico, mi dà tristezza, mi provoca un vuoto dentro di incomunicabilità (ma Antognoni ormai è preistoria!!) e non so risolvere i miei giorni; ma dopo tutto è un problema mio.

20 dicembre 2011 - Fra il già visto, il già sospettato e il non ancora certo, ci sarebbero elementi sufficienti per consigliare prudenza. La crisi in atto è la più grande e grave crisi del dopoguerra, insieme a quella economica e finanziaria si staglia all’orizzonte, ma un orizzonte assai vicino, quella ambientale che già molti segnali ha mandati, c’è una crisi istituzionale, c’è una crisi culturale. C’è dunque una crisi globale che dai vertici dello stato si spande giù giù, fino alle carceri, ai ghetti, alle periferie. A chi giova la violenza? giova al detenuto? allo straniero? al giovane disoccupato? al giovane incazzato di destra o sinistra che sia? o giova ancora una volta a chi cerca l’alibi per nuove misure straordinarie, di straordinaria violenza e repressione? Dopo la rovinosa caduta di Berlusconi la sinistra ha avuto le carte in mano e sta tentando, anche attraverso il governo Monti, di superare un ostacolo difficilissimo per presentarsi preparata al voto, ma …ma ci sono troppe incognite e incertezze. In primo luogo al governo Monti non si è voluta dare la spinta politica necessaria per “osare” ed il risultato è quello di un governo che sembra più di ragionieri che di professori. In secondo l’anima piazzaiola sembra pronta a cadere nel tranello, riportando indietro agli anni ’70 l’orologio della storia. Solo che l’orologio non va mai indietro, dunque il risultato sarà ben differente e questa volta c’è da temere peggiore. In molti spingono perché l’insicurezza percepita si trasformi in insicurezza reale, e questo non ha mai favorito le forze progressiste, mai nella storia che io sappia. Dunque un governo tecnico che rischia di non fare molto meglio del governo più sgangherato della nostra Repubblica, una piazza nervosa, una sinistra in Parlamento imbarazzata, immobilizzata, attenta a mantenere il piccolo orticello personale di ognuno. Un sindacato con la testa voltata eternamente all’indietro. Basta un solo “infiltrato” ad accendere la miccia, non bastano gli anni a riparare il danno. Ma ognuno rimane fermo sulle sue posizioni. Sembra una gara. Chi sarà l’iltimo a buttarsi giù dalla macchina in corsa verso il baratro? se nessuno lo farà, tutti e due andranno a sfracellarsi. Tutti noi con loro.

19 dicembre 2011 - Per un amico di fb: la nostra politica, sì!! di cui vado fiero, mentre voi sentenziate senza saperne assolutamente nulla di nulla. Se ognuno cominciasse a parlare solo di ciò che conosce, nel mondo, nel mondo della politica,  ci sarebbe assai meno inquinamento acustico.

19 dicembre 2011 - Leggo: “Ci sono principi che non sono negoziabili. La vita umana dal suo primo istante alla morte, la libertà di crescere e maturare, il matrimonio tra l’uomo e la donna sono beni fondamentali e fondativi; sono beni senza i quali non ce ne potranno essere altri, come il lavoro, l’inclusione, la sicurezza, l’ambiente, la pace. Le necessarie mediazioni che la politica richiede non potranno mai infirmare i beni primari”. Naturalmente a parlare è il solito Bagnasco, che si è occupato anche di ICI e 8×1000. Per me invece il bene non negoziabile è la Libertà, che comprende le scelte di vita e di morte di ogni cittadino, fino all’ultimo istante. Bagnasco è solo un prepotente che pretende di imporre ad altri le sue convinzioni, mentre nessuno ha mai pensato di imporre a lui alcunché. Tutto il resto sono chiacchiere, balle, menzogne, perfidia e arroganza. Denaro e potere, infondo è tutto qui. Non i mercanti nel tempio, ma i mercanti del tempio.

Del resto guardiamo bene ai fatti: in Italia le scelte di vita e morte sono impedite, i diritti LGBT negati, la scuola privata gode di parecchi privilegi, quindi c’è tutto ciò che vuole Bagnasco, ma non possiamo certo dire che questo garantisce lavoro, inclusione, sicurezza, ambiente, pace. Dunque il cardinale fa esattamente lo stesso sporco gioco che fanno i proibizionisti sulla droga: addossare ad un sistema che non c’è tutti i mali del sistema che c’è. Ma i proibizionisti infondo sono tutti della stessa pasta!!

…ma qualcuno pensa invece che infondo è solo un problema di buona amministrazione, che non sia necessario e forse nemmeno produttivo addentrarsi in questi “conflitti”, che probabilmente è meglio girare lo sguardo e mantenersi sul piccolo, sul locale, sul particolare, quasi sul microscopico. Auguri a noi tutti, che ne abbiamo bisogno.

16 dicembre 2011 - Ho ricevuto altre risposte di persone che mi dicono “sì, anche noi!!”.   E certo non vi è dubbio che siano in molti gli esclusi dai normali circuiti dell’informazione. Ma qui il problema è assai differente. Come già detto nella risposta precedente (che potete scaricare), vi è una questione cruciale di prospettiva storica, di visione generale del progresso, della stessa evoluzione umana.  Qualcosa che va ben al di là dell’iniziativa del movimento grande o piccolo, in un ristretto arco temporale.  Inoltre ciò che a noi accade e non ci accomuna agli altri, è anche il fatto che non vi è solo mancanza di informazione, ma anche disinformazione, stravolgimento dell’immagine, della verità delle cose. Attacchi violenti, ingiurie e menzogne che piovono da più parti e spesso a reti unificate. Questo non accade ai tanti benefattori politicamente corretti.  Non siate invidiosi delle nostre sorti. La “spazzatura del mondo” non vi si addice ancora. E sapete bene che non parlo per me, proprio per questo la mia rabbia è forte, personalmente ho avuto solo fortune.

Forse solo …noi siamo pazzi di libertà, voi sapienti di libertà.

16 dicembre 2011 - Pubblico qui la risposta (clicca qui per la risposta al contributo) che ho inviato ad una persona che si è degnata, e di questo lo ringrazio, di commentare il documento del 14 dicembre. Non è la sola persona ad aver risposto, ma il suo “appunto” meritava una replica immediata. Non posso qua riportare il suo commento perché non ne sono autorizzato, lui comunque in sostanza, pur mostrando una certa condivisione, sostiene che dovremmo occuparci di cose italiane, perché i poveri sono anche qui e sono in aumento (con un riferimento anche alla manovra Monti, sul quale non ho risposto, perché il discorso si farebbe troppo lungo e ci porterebbe fuori tema. Tanto ci sarà occasione). Credo la mia risposta sia esaustiva, ma ovviamente è un punto di vista di parte.

14 dicembre 2011 - Inserisco   questo documento  che potete scaricare con un semplice clic e leggere con calma per trarne le vostre individuali ed insindacabili conseguenze. Il mio problema è quello di rendere evidente, anche con i comportamenti, l’inaccettabilità di questa situazione. Le cose si possono non conoscere e in questo caso i comportamenti saranno determinati dal “non sapevo”, ma se le cose si conoscono, hanno questa evidenza, non è possibile non reagire, fare finta di nulla. Il “non sapevo” poi deve essere ben solido, non può essere una scusa, non può essere l’ostinarsi nel non voler sapere per continuare come se nulla fosse con la coscienza a posto. In questo caso io so e ho tentato di fare in modo che anche altri sapessero. Dipenderà poi dalla sensibilità di ognuno ricavarne un comportamento adeguato.
Vorrei altrimenti che qualcuno mi siegasse quale sarà mai la politica NUOVA, quale sarà mai il CAMBIAMENTO per la città, se i comportamenti saranno sempre gli stessi e di fronte ad una cosa tanto evidente, ci si limiterà a fare spallucce. Ciò che accade è grave perché le tematiche, le proposte, la vita del PRNTT dovrebbero essere condivise ed appoggiate da qualsiasi progressista, ma il punto principale è che anche non condividendo nulla di nulla, resterebbe sempre il problema di una sinistra che si dichiara seguace di Voltaire quando fa salotto e poi non spende neppure un pensiero per difendere il diritto altrui ad esprimere opinioni; addirittura ad esistere.

Cosa me ne faccio di questo cambiamento?

…ma volete davvero sapere cosa significa informazione?

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piccola noticina:  Angelo Bagnasco ha annunciato la disponibilità della Cei a discutere di Ici.  Sì, ma il fatto è che già questo è un privilegio, le persone normali non discutono, PAGANO e basta!

13 dicembre 2011 - A breve alcuni rimarranno sorpresi, io stesso forse rimarrò sorpreso di me, per abitudini da rompere, per un isolamento che appare al momento assolutamente probabile, annunciato, ma che dovrò saper accettare. A breve, senza fretta, che è cattiva consigliera, ma con determinazione.

12 dicembre 2011 - Sono tornato e… devo assolutamente trovare il modo di spiegare cosa è successo a Roma, spiegare il successo di Roma. Prendo questo impegno con me stesso, perché non può finire così. Fosse l’ultima cosa che faccio. Nei prossimi giorni userò tutti i mezzi a mia disposizione per sfondare il muro di silenzio, almeno nel mio piccolo, almeno per quel che potrò fare con le persone che mi stanno intorno.

7 dicembre 2011 - Domani sarò di nuovo in partenza per il Congresso del PRNTT. Questo congresso è nient’altro che il proseguire di una sconosciuta straordinaria normalità radicale. E’ il sogno di Pannella, la sua visione, quello che fa e farà di lui uno statista o un visionario o le due cose insieme. Marco sa di non essere più un ragazzino, ha fretta, ma non ha mai lasciato che la fretta costringesse le sue azioni. Marco sarebbe contento di poter, come novello Mosè, chiudere la sua storia in vista della “sua” terra promessa; una terra che lui stesso ha promesso a sé stesso e a tutti noi. Sarebbe contento anche se fossero altri a edificare la città dei diritti umani, civili e politici di tutti e per tutti. Contrariamente a quanto insinuato o detto dai detrattori, e persino da qualche “amico”, ha sempre cercato questi “altri”, mettendo tutto a rischio scommettendo ogni volta ogni avere su ognuno, ma salvaguardando sempre il patrimonio politico, culturale e morale che è di tutti quelli che vogliono trarne ragione di impegno. Domani sarò lì, dove il nostro romantico bestione ci attende, confuso fra genti tanto diverse, a prendere molto più di quanto possa dare.

6 dicembre 2011 - Altra giornata persa in una inutile trasferta a Firenze a spese del contribuente. Forse il governatore Rossi dovrebbe pensare un po’ a come vengono spesi i nostri soldi. Da tutte le ASL della regione partono macchine, si consuma benzina, si pagano pedaggi, si perde una giornata e tutto per dirci cose che in teleconferenza, ma anche via email, sarebbero più chiare. Oltretutto alla funzionaria (che poveretta non ne ha alcuna colpa), non è stato dato neppure un microfono e al primo colpo di tosse se ne perdevano le tracce.  Finché non vedremo ripercussioni sulla burocrazia, la crisi sarà sempre e solo un problema dei poveracci, che saranno sempre di più, ma che continueranno a riempire la pancia di questi “dirigenti” che si renderebbero più utili nel traffico.

5 dicembre 2011 - In questi ultimi anni sono stato insultato dalla vicesindaca (quando ancora non era tale) e da Paolini, per la questione del sondaggio, dal consigliere Laura Mignani per la prima votazione sul testamento biologico, dal consigliere Caruso per l’Anagrafe Pubblica degli Eletti, ultimamente dal sindaco in persona per le mie critiche ad un assessore relative ad un articolo su un giornale  …mmmhhh!! fammi pensare, mi pareva ci fosse qualcun altro …vabbè, mi verrà in mente. Comunque già da questo piccolo riassunto fatto a memoria, mi sembra di essere “al di sopra delle parti”; non mi faccio mai mancare nulla!!

PS: naturalmente riferisco di quelli che lo hanno fatto direttamente, chi mi ha stramaledetto a mia insaputa, non mi ha dato l’opportunità di inserirlo nell’elenco, spero non se ne abbia a male.

3 dicembre 2011 - Alla fine ha qualche ragione pure Uiliam Berti. Con più ragionevolezza, questo sarebbe il momento buono per cambiare davvero musica. Sperare non è mai peccato.

2 dicembre 2011 – Altre pro-vocazioni, altri paradossi.  Mary Poppins è viva.

…oppure anche “banchieri, pizzicagnoli, notai, coi ventri oberi e le mani sudate”, ma questa sarebbe tutta un’altra storia!

Ma ve li ricordate il banchiere e il bancario di Mary Poppins. Avidi, rigidi, tristi; grigi nel fumo grigio di una grigia città, ve li ricordate?
E chi in coscienza non trovava più desiderabile entrare ed uscire da un disegno, crepare dalle risate fino a sollevarsi da terra, cantare e ballare tutto il giorno, essere sereni e felici e vivere coloriti in un mondo colorato!! Così queste immagini hanno costruito nei decenni, ma già prima immagini simili o assimilabili nei secoli, una chiara distinzione. Se già non sei convinto che soffrire è meglio, perché ti avvicina al paradiso, se questo non ti è bastato, allora ecco, ricordati che tu in realtà sei felice, mentre l’altro, il poveretto pieno di soldi, che vive solo per i soldi e che accumula sempre più soldi, è una persona triste, da commiserare, persino da “salvare” da sé stesso e dal suo effimero mondo.
In tutto questo alla fine appare rivoluzionario, con i suoi sorrisi, le sue troie ed il suo Apicella, persino Berlusconi. Un uomo che il paradiso l’ha cercato in terra e qualche volta l’ha pure trovato, prima della caduta. Un uomo a suo modo sacrilego.

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Questa pagina, prima di portare il nome di Gulliver, si chiamava “Quel che mi importa farvi sapere”. In ricordo di questo i mesi archiviati riportano ancora la dicitura “quel che” seguita dal mese di riferimento.

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