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La pagina di Carlo Del Nero ORGOGLIOSAMENTE LAICISTA – Questa pagina è per chi ha la pazienza di volere, non per chi ha la fretta di potere

i viaggi di Gulliver

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ALTernativa RAdicale

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Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito
- il nuovo Segretario
- la Mozione approvata
- Organi statutari
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28 maggio 2012 - Ieri il Tg3 (persino lui) ci ha dato notizia di due gravi incidenti: in uno è coinvolto un polacco, nell’altro un uomo… Da quale scuola di giornalismo escono questi?

27 maggio 2012 - Foto di Vasto 2, la vendetta. Questo è il programma politico col quale i nostri luminari vorrebbero contrastare l’ascesa di Grillo. Purtroppo ho paura, forse il terrore, che sarà proprio Grillo a suicidarsi. E’ una possibilità non così remota, considerando l’avvio di Parma. Ma se così non dovesse essere, di quella foto dovremo tener conto, perché ogni lapide ne ha una.

26 maggio 2012 - Gli scandali continui intorno al vaticano mi fanno pensare che la lotta per il potere una volta spazzata via questa residuale democrazia, sia ancora molto aperta. In questo scenario potrebbe persino avere qualche possibilità una democrazia più compiuta. Difficile, ma non impossibile, infondo tutti i vari aspiranti ducetti, da B. XVI ai vari simil-D’Alema, simil-Montezemolo o simil-Scalfari, potrebbero pensare di riceve un vantaggio dal rimandare lo scontro finale.

25 maggio 2012 - ASL: un direttore un po’ spregevole quello che scoperto con le mani nella marmellata, per prima cosa dicesse  “l’ha fatto prima lui”, indicando il suo predecessore.  Speriamo non sia andata proprio come sembra farci intendere il titolo del giornale. PR: Intanto a Parma il nuovo sindaco sembra già entrato in contrasto col capo supremo ed anzi sembra che il problema stia proprio nel fatto che il sindaco non riconosce Grillo come capo supremo. Lui vuol fare delle scelte, ma fra le persone indicate ce ne sarebbe anche una espulsa dal movimento proprio da Beppe in persona, poco tempo fa. Mi viene in mente che questa delle espulsioni è una lunga storia e che non è irrilevante che vi sia o meno, un collegio di garanzia o semplicemente un proprietario con la prerogativa di dire tu sì e tu no. Il nuovo si colora di vecchietto talvolta. Ma alcuni miei amici non lo sanno…

24 maggio 2012 - La botte piena e la moglie ubriaca. Non voglio dire che Rossi, il governatore, ex assessore alla torta sanitaria, sia colpevole, sia responsabile penalmente o civilmente dei furti e dei buchi di bilancio della nostra Asl.  Però i casi sono due: o le nomine sono politiche e quando si rivelano palesemente sbagliate il politico ne risponde, oppure il politico non c’entra nulla, ma allora il privilegio di nominare gli deve essere sottratto. Per risolvere questo inghippo ci sarebbe un sistema facile facile, usato in larga parte del mondo democratico: ROSSI dimettiti!!! torna a fare il tuo lavoro, se ne hai uno, e ad offrire i tuoi servigi, la tua esperienza e le tue conoscenze per il bene della collettività da privato cittadino; se vorrai ancora offrirli dovendo farlo gratis.

23 maggio 2012 - Con lui ho litigato, ci siamo scontrati; dopo un litigio più forte di altri ci siamo anche riappacificati e i nostri rapporti sono stati poi sempre “normali”. Però adesso pensarlo dentro una cella, avendo poi visto le celle vere, non quelle immaginate negli sceneggiati italioti, quelle reali delle persone accatastate come bestie, adesso mi fa effetto. Una stranissima sensazione e anche un po’ la voglia di chiedergli semplicemente “ma come hai fatto? come è possibile? ma non ti accorgevi che stavi deragliando?”. Ha sempre dato l’impressione di una persona molto sicura di sé, uno di quelli che ne sanno una in più su qualunque argomento e questo era l’aspetto del suo carattere che più mi infastidiva, e mi domando se adesso, almeno adesso, avrà dismesso quel suo sorrisetto. Gli auguro nel  tempo di riuscire a trovare un sorriso più sereno ed uno sguardo meno smaliziato; perché in fondo, alla fine, si è rivelato solo un poveretto. Spero che ne esca un uomo che sa fare i conti col suo passato e crescere.

Con l’altro invece, ultimamente direttore a Pistoia, il rapporto fu buono, ma sempre meno frequente dopo la nomina del nuovo Direttore amministrativo (quello di cui ho detto sopra). Col terzo un rapporto più sfuggente, sotto una patina di correttezza formale.

L’attuale dirigenza? chi la conosce!! difficilmente si sprecano in saluti se anche l’incroci…

21 maggio 2012 - Probabilmente ci sono momenti in cui bisogna rassegnarsi al fatto che la stupidità ha vinto.

20 maggio 2012 - E’ successo di tutto, è successo di nulla; ancora non è dato saperlo. Un servizio del Tg ci ha però informati che il diavolo esiste, non possiamo dubitarne, mentre una trasmissione, sempre in RAI, ci ha detto delle donne assassine e delle cellule staminali. Il papa gode di ottima cronaca per ogni starnuto e ci raccontano che i suoi viaggi vanno in mondovisione, non ci dicono però che nel resto del mondo il più delle volte se ne fregano altamente di trasmetterli. In questa situazione di politica debole, partiti impresentabili, finanza impazzita (ma un impazzimento ben controllato) e crisi economica deflagrante, uno staterello insignificante sembra allungare le sue potenti mani sul nostro dilaniato Paese. Se Ernesto Rossi è stato cancellato dalla memoria ci sarà pure una ragione. Siamo in guerra, ma la maggior parte delle persone non se n’è accorta. Questo rende difficile vincerla. Alle ultime elezioni i partiti tradizionali hanno tutti sentito mancare il terreno sotto ai piedi ed è difficile per una potenza straniera, se pur così infiltrata nel tessuto italiano, trattare con movimenti così sfuggenti. Non so chi abbia compiuto la strage di Brindisi, ma alla fine può essere anche insignificante, potrebbe davvero essere anche un singolo impazzito, dunque un caso unico e non riproducibile. C’è comunque chi subito ne approfitta. La storia è piena di esempi di cose avvenute anche per caso e che subito hanno trovato un “utilizzatore finale”. In questo caso a distanza di poche ore dall’esplosione, già in rete giravano commenti avvelenati che mettevano alla berlina la frase di Grillo, forse infelice, ma certo riportata fuori dal contesto, relativa a mafia e stato. Alla fine i furbi trovano il modo di guadagnare anche dai morti e Grillo fa molta paura ai furbi. Non dico che ci siano legami fra i fatti e le reazioni, ma come registriamo i fatti è giusto registrare anche le reazioni. Poi la storia verrà scritta a tempo debito, rispettando se non proprio il vero, quanto meno il verosimile.

18 maggio 2012 - In realtà nessuno sa come uscire da questa crisi, nessuno vuole prendersi responsabilità troppo grosse azzardando soluzioni di fantasia e rigore ben bilanciati e tutti infondo sperano che qualcun altro risolva i problemi e nel frattempo cercano di consolidare quel che hanno se lo hanno o di sopravvivere in caso contrario. Ma se le cose andavano male quando sembrava andasse tutto bene, al punto da esser piombati in questa situazione, forse questa crisi potrebbe rappresentare davvero una possibilità di crescita. Potrebbe certo. In realtà i rischi per la tenuta democratica sono altissimi, prove di stato di polizia, prove di terrorismo, prove di ribellione, prove di criminalità, prove di stato etico, prove di conquista. Tutto quello che vediamo sembra essere una serie di prove, non ancora la prova generale, ma certo neppure le prime prove goffe e raffazzonate. Ciò che invece pare proprio goffo e raffazzonato è il tentativo della società civile, troppo schiava di anni ed anni di disinformazione, troppo piena di pregidizi, di ideologie o quanto meno atteggiamenti ideologici. La società civile balbetta e si carica d’odio da sfogare poi sul vicino, perché l’unico raggiungibile. Quale possa essere la parola magica per invertire questa rotta non è facile a dirsi, torniamo a genesi 2,19 e scopriamo che non possiamo dare nome a questa cosa, perché non riusciamo a vederla, a toccarla, a sentirla. E’ solo la non immagine di un ipotetico altrove.

17 maggio 2012 - Messaggi subliminali… vedo la pubblicità di un giornale che dice di essere “per l’Italia che vuole cambiare” e poi mostra una prima pagina con una grande foto di benny icsvui, il papa insomma. Beh!! io mi preoccupo.

16 maggio 2012 - Leggo che la Provincia ha ridotto, o si è attivata per ridurre, le spese telefoniche di 30.000 euro. Ma quante telefonate sono 30.000 euro? quanti soldi sono stati rubati ai cittadini in tutti questi anni, prima che qualcuno si svegliasse a dire “beh!! stiamo un po’ calmini”?. Intendiamoci il fatto è positivo, ma certo anche da queste piccole notiziole di cronaca si può capire che la nostra è una democrazia interrotta. L’interruzione non è di questi anni, è storia vecchia se non antica. La nostra democrazia è stata interrotta sul nascere. Al lato opposto c’è una Grecia che sprofonda e non sappiamo bene cosa trascinerà con sé.  Non è una notiziola di cronaca, ma una notiziona da strillare, anche se non giunge improvvisa. Anche l’Europa in realtà è un progetto interrotto sul nascere.

Intanto c’è chi lavora alla costruzione di un futuro su misura. I potenti della terra, il vaticano, i signori della finanza, i boss della criminalità, i grandi partitocrati; tutti progettano il loro posto per l’avvenire. Gli unici incapaci di farlo sembrano proprio i più disperati, quelli che in questa riorganizzazione hanno davvero da perdere tutto avendo già adesso poco o niente. Questi come i polli di Renzo si beccano l’un l’altro. Ma è sempre stato così, perché mai dovrebbe essere diverso adesso. Anche Grillo ha in parte queste caratteristiche e sono molti i pericoli ai quali va incontro. Contrariamente a quanto possono pensare i troppi benpensanti, o i troppo benpensanti, io gli auguro buona fortuna. Avremmo bisogno che i militanti di questo movimento riuscissero a fare distinzioni ed a rinunciare ad un atteggiamento antagonista a priori,  in nome del bene comune. Non so se saranno in grado di farlo, ma anche se non fossero in grado, penso che sia necessario passare da questo precipizio pericoloso, per giungere dall’altra parte, al riparo sicuro. Certo nel precipizio si può anche cadere, ma rimanere fermi su questa sponda mentre tutto prende fuoco sarebbe suicida.

In questo quadro generale, la situazione di Massa ha caratteristiche uniche, non so chi saprà coglierle, ma credo che da questo dipenderà non solo il futuro di questo piccolo paesone che è la nostra città, ma anche altro. Noi nel nostro essere animaleschi, abbiamo percezioni ed anticipazioni a volte straordinari ed inconsapevoli.

15 maggio 2012 - Fra le tante reazioni scontate di questi giorni, ve ne sono state due che mi hanno particolarmente sorpreso provocandomi una delusione non piccola. Nel complesso trovo comprensibile che i membri di giunta non comprendano che fra di loro c’è un’eccellenza. Loro lo percepiscono solo come un diverso, e non riescono ad andare oltre il terrore di perdere il giochino. Il comandante mira a tenere in piedi la baracca il più a lungo possibile ed anche se alcune cose le vede, cerca di minimizzare e rivendicare a sé una parte almeno dei meriti non suoi. La maggior parte della giunta è composta da omuncoli e donnuncole e non c’è di che stupirsi, ma almeno le ultime due speranze di decenza pensavo reagissero in ben altro modo.  Ad una di queste avevo espresso solidarietà in un momento difficile, ma purtroppo devo confermare l’opinione che mi feci molti anni fa, in occasione di una visita di Pannella a Massa, a palazzo Bourdillon, quando l’assessore in questione, che all’epoca ancora non era tale, lo aggredì in modo vergognoso ed inaspettato, mostrando una visione da paraocchi e abbastanza grottesca. Ma se questa persona dovesse ricevere nuovamente  attacchi come quelli ricevuti in passato, le esprimerei ancora solidarietà, perché noi siamo diversi. L’altra invece ha il problema di frequentare pessime compagnie. Del resto da una che sta con la Bindi cosa ci si può aspettare. Accidenti a me e la mia mania di credere sempre che tutti possano migliorare!!!

14 maggio 2012 - La buona notte di per sé sarebbe semplice; è ciò che accade prima che può renderla estremamente complicata. Per il resto, se la salute lo consente, la buona notte è normalità.
La buona sera di solito la possiamo scegliere, non è scontata, ma spesso la raggiungiamo per mite volontà aprendoci in famiglia, dedicandoci al relax, all’amore, alla distrazione. Non è scontata la buona sera, ma possiamo permettercela con un piccolo sforzo ed un piccolo aiuto. Spesso accade.
Il buon giorno è più complesso. Occorre la forza di lottare sempre, di non darsi per vinti, di affrontare avversità varie. Occorre la testardaggine di cercare il meglio anche nel peggio ed ogni tanto la gratificazione di trovarlo, anche quando i tuoi gesti sono invisibili e la tua voce muta. La forza che occorre non ci è data per nascita, si costruisce mattone su mattone, giorno per giorno, con pazienza e con l’aiuto di qualche maestro. I miei maestri sono stati grandi e nessuno di loro ha preteso di insegnarmi qualcosa e mi hanno insegnato tutto; tutto ciò che non è mia imperfetta elaborazione personale.
Giorni belli e brutti hanno comunque qualcosa da insegnare. In questi giorni abbiamo assistito alla fiera del fango, del grottesco e del banale, della codardia e della mala fede, dell’arroganza e dell’irriconoscenza pure.
Con tutto ciò abbiamo assistito anche a ribellioni, scatti  d’orgoglio, testimonianze di generosità. C’è stato tutto ed il contrario di tutto. Ma alla fine questi giorni ci hanno restituito maggior consapevolezza, fiducia e speranza. Abbiamo capito di aver puntato all’obiettivo giusto, di aver fatto tremare le colonne del palazzo.
Rei di lesa maestà, ci sentiamo più sicuri.
Noi non abbiamo nulla da perdere perché sappiamo di fare la cosa giusta e di avere esattamente questo come obiettivo, altri hanno da perdere molto, perché perseguono strade sbagliate per obiettivi sbagliati. Ma il fatto è che lo sanno, hanno da perdere molto più di noi dal punto di vista materiale ed hanno di già perso tutto da un punto di vista morale. Sono vittime, sono perduti, prepotenti e perduti.

Nel mondo che vogliamo ci sarà un ricovero anche per loro.

11 maggio 2012 - Oggi la città appare chiaramente e nettamente divisa in cinque categorie. I primi sono quelli che non si occupano in alcun caso di politica, perché non si ritengono all’altezza o non hanno tempo o non si sentono coinvolti. Poi ci sono gli arrabbiati, quelli che solo loro saprebbero come fare e che comuque non si schierano con nessuno a meno che non sia qualcuno di già morto, così da non rischiare nulla e non avere sorprese. Poi ci sono quelli che hanno scoperto l’america, non lo dico in senso ironico e men che mai dispregiativo, ma solo per evidenziare l’entusiasmo che può provocare la sensazione di una scoperta, sono prevalentemente giovani (ma non solo). Questo gruppo comunque ha delle potenzialità, ci sono dentro gli innamorati della partecipazione, della politica dal basso e tutte queste nuove utopie che scaldano i cuori. Queste persone sono tenere, propositive, dinamiche e sostanzialmente in buona fede. Potranno costituire una risorsa, se in tempo comprenderanno che la costruzione del futuro passa dal vicolo stretto delle regole, delle istituzioni, della mediazione talvolta e della storia sempre ed anche che qualche tecnicismo alla fine risulta indispensabile. Ci sono poi quelli più “adulti”, ma non necessariamente più anziani,  che hanno intrapreso un percorso difficile, ma hanno la consapevolezza di rappresentrare una voce costruttiva, di essere su una strada promettente. Hanno le carte, ma devono maturare ancora, devono utilizzare ogni giorno da qui ad un anno, per consolidarsi individualmente e come gruppo, senza chiudersi mai. Infine ci sono i partitocrati, giovani e vecchi sono tutti in attesa degli eventi, in parte terrorizzati di un vento nuovo che possa spazzarli via, d’altra parte convinti, o quanto meno speranzosi, di poter reiterare i loro errori all’infinito. Contrariamente a ciò che può apparire come una conclusione evidente e scontata di questa sommaria catalogazione, io ritengo che tutti possano partecipare alla costruzione del futuro. Certo dovranno dimettersi da un gruppo per approdare ad un altro, ma sono convinto che tutti possano farlo, anche quelli dell’ultima categoria. Se ciò non accadrà, sarà solo perché essi stessi se lo saranno negato, non per impedimenti esterni.

10 maggio 2012 - Il problema della politica è che le persone non hanno più ambizioni nobili, non hanno onore, non hanno rispetto di sé. In questi giorni ho letto commenti di ogni tipo, falsità, stupidaggini, pregiudizi; di tutto. Il problema è che chi esprime questi giudizi sa perfettamente che sono “sfondoni” assoluti, ma non avendo alcun rispetto di sé, non si preoccupa del giudizio che verrà dato quando la tempesta sarà passata e sarà tornata un po’ di lucidità nelle menti dei cittadini. Perché il tempo, come si dice, è galantuomo e certe cose finisce col mostrarle in maniera chiara. Ma questi mezz’uomini, senza alcuna ambizione, non si preoccupano di infangare sé stessi. Questo è veramente triste.

Il problema è che questo è ciò che accade anche al nostro sindaco. Oggi si trova davanti ad una scelta assolutamente netta: politica o partitocrazia. Lui tutta la vita ha privilegiato la seconda, ma potrebbe riscattarsi con un gesto di grande nobiltà, se ci tenesse a sé stesso, alla sua coscienza, al suo nome. Politica o partitocrazia, Volpi o Paolini. Mai la scelta è stata tanto chiara e netta. Per il nostro sindaco, per i politici, per i cittadini. Un altro treno non passerà da Massa.

9 maggio 2012 - riporto qua un commento lasciato sulla bacheca dei giovani democratici, relativo all’attacco di Paolini nei confronti di Volpi, perché i commenti su facebook finiscono in un grande calderone dove poi se ne perdono le tracce. Eccolo dunque:

Ho letto con attenzione la cascata di messaggi precedenti e devo dire che mi hanno divertito e rattristato allo stesso tempo. La parte comica è senz’altro quella in cui si imputano a questa giunta i vari buchi e scandali e persino il cedimento del tetto di un teatro appena restaurato, evidentemente con molta cura, dalla precedente amministrazione. Tutto questo è davvero segno di una comicità strepitosa, se pur involontaria. Mi ha anche fatto sorridere l’esibizione di cecità di alcuni commentatori che fingono di ignorare i risultati positivi nella gestione delle finanze del comune in questi anni, soprattutto quando il partito di questi commentatori aveva in passato affidato quel ruolo a persone completamente all’oscuro della materia. Certamente questa giunta è ben lontana da essere perfetta e probabilmente anche dall’essere una amministrazione all’altezza del compito, si tratta in realtà di un risultato di compromesso reso necessario dall’urgenza di sconfiggere un sistema di potere che aveva distrutto la città ed il suo tessuto civile e politico. Una amministrazione di passaggio con troppi conti da saldare. Il fatto che di tutta questa amministrazione si vada a tentar di impallinare l’elemento di spicco è un chiaro segnale di paura e questo è persino confortante. Il numero degli assessori è certamente troppo alto ed i delegati rappresentano un buco nero. Non è certo da adesso che lo sostengo e chi segue anche distrattamente il mio sito lo sa bene. Per quanto riguarda partecipazione e trasparenza, il bilancio partecipato e l’anagrafe pubblica degli eletti sono due segnali importanti, certamente da potenziare, ma che rappresentano indiscutibilmente un primo passo nella direzione giusta. Per quanto mi riguarda non posso non sottolineare il fatto che questa amministrazione ha varato il registro comunale dei testamenti biologici, dando un segno di laicità importante e che la parte del PD presente in consiglio comunale in questo percorso è stata un ostacolo e non certo d’aiuto, anche se aiuto è invece venuto da altre parti del PD.

In ogni caso mi conforta che l’Anagrafe pubblica degli eletti, idea nata in casa radicale, sia stata apprezzata e trovo anche interessante andare a verificare chi ha aderito e chi no. Questo vale a livello locale per la nostra Anagrafe, ma anche a livello nazionale, visto che la proposta radicale è stata approvata anche per Camera e Senato. Anche l’uso del termine partitocrazia mi rincuora. Il fatto che un gruppo di lottatori, che ha combattuto la degenerazione partitocratica della politica italiana, si trovi oggi scavalcato dal M5S, non mi crea alcun problema. Non mi interesso di diritto d’autore, mi interesso di risultati. Se i grillini riusciranno laddove noi abbiamo fallito non potrò che rallegrarmene. Questo sistema va scardinato, su questo non c’è dubbio. Certamente spero che le nuove leve sappiano tener conto di una storia che ha prodotto cultura politica e risultati importanti, perché in questo momento la novità è importante, ma nel tempo occorrerà anche una consapevolezza che non può prescindere dalla storia; ma questo lo vedremo nel tempo.

Infine veniamo alla nota di tristezza. E’ chiaro che da giovani militanti di un partito, più o meno ragazzi che dovrebbero rappresentare il futuro della politica locale, ci si aspetterebbe una maggior apertura mentale, un tentativo di vedere le cose senza paraocchi, di ragionare con serenità. Quello che ho visto in molti commenti e soprattutto nel comunicato ufficiale, non è altro che la ripetizione delle parole inutili blaterate dai vecchi. Una politica fatta di fango, di scontro aprioristico con l’avversario; nulla di nuovo, nulla di “giovane”. Purtroppo la gioventù in politica non è un fatto anagrafico, non basta la data di nascita a dare garanzie, anzi non è proprio quella a fare la differenza. La gioventù politica si misura nella capacità di immaginare percorsi nuovi, di pre-vedere il futuro per tentare di evitare il male e tendere al bene, nella capacità di vedere gli interessi di una collettività al di sopra di quelli della propria parte politica o addirittura dei propri personali. Per tutto questo invito i giovani democratici a riflettere, perché hanno davanti una occasione irripetibile di smarcarsi dalla vecchia politica partitocratica e mostrare il volto nuovo del loro partito. Se perderanno questa occasione non faranno che infilarsi in un tunnel di errori dal quale non sapranno più uscire, costretti ogni volta a giustificare una scelta sbagliata con un’altra ancora peggiore in una folle rincorsa al peggio.

Se fossi in Volpi, la sparata di Paolini la considererei un riconoscimento inaspettato di cui andare orgoglioso.
Le ultime elezioni hanno mostrato che i cittadini sono stufi di questi politicanti da quattro soldi, finalmente sono stufi. Personalmente ritengo che sarebbe stato meglio stufarsi prima, accolgo comunque come un evento positivo questi primi segnali di ribellione che dovranno inevitabilmente travolgere questi personaggi di bassa politica.
Una volta sola ho avuto uno scambio con Paolini, ed è stato in occasione del famoso sondaggio falsificato, all’epoca Paolini mi rispose con toni da KGB, mi par di capire che la sua storia politica e personale non possano portarlo ad altro che a queste infelici sparate.

9 maggio 2012 -
Il mio amico Francesco sosteneva che
nove mesi nel grembo della madre,
fossero il tempo necessario
per cancellare ogni traccia di una vita precedente.
Un giorno disse: “io sono nato prematuro”;
e spiccò il volo
alla ricerca dei suoi ricordi

…In memoria di Francesco Baracca

7 maggio 2012 - Tutti sconfitti …tranne i vincitori!! Non voglio commentare lo squallore di Leoluca Orlando, sindaco lo è stato già, non so quanti problemi abbia risolto. Sono stato a Palermo quest’estate; è bellissima, ma è difficile trovarci i segni di un’epoca felice, a meno di andare con la fantasia in altri secoli immaginando la felicità dei pochi che potevano goderne. Ma i vincitori sono sostanzialmente due. Uno è Tosi, sindaco leghista che rafforza la sua posizione, confermandosi nonostante le botte che la Lega si è autoinflitta. L’altro è Grillo ovviamente che esce da trionfatore. C’è una differenza sostanziale però fra le due vittorie. Il primo per resistere non deve far altro che continuare come prima, comunque sia ha ottenuto consenso; l’altro, il Beppe, si trova per la prima volta ad avere un reale potere, certo ancora limitato, ma vero. Dovrà imparare in fretta e non è chiaro se ha gli strumenti per apprendere al ritmo che la situazione richiede. Non so neppure cosa augurarmi. So delle lacune del M5S, ma non riesco ad immaginare la reazione di un elettorato che dovesse ancora una volta restare deluso.

7 maggio 2012 - Perché alla fine diventa un po’ stucchevole anche questa continua lamentela sul referendum tradito relativo al finanziamento pubblico dei partiti. Nessuno che si domandi: ma forse se avessi per una volta dato il voto a quelli che lo avevano proposto, invece che continuare a darlo a quelli che lo hanno tradito, non sarebbe stato meglio?

6 maggio 2012 - Sono deluso, fortemente deluso. Sono terribilmente stanco di lottare. Ho bisogno di riposare la mente, ma so che non è ancora tempo, dunque mi farò forza. Nessuno sa in realtà cosa accadrà domani, ma questa testardaggine di tutti nel voler trovare una soluzione per il futuro dimenticando ciò che è stato il passato, ragionevolmente dovrebbe farmi abbandonare ogni speranza. Davanti a me tutti innocenti. Si sono giudicati e assolti tutti quanti con un rito super abbreviato e per le cose lontane si sa, c’è la prescrizione.  E’ talmente facile trovare i colpevoli che sarà evidentemente inutile, perché è un processo farsa e non può produrre rinascita, solo vittime. Ma la bomba è innescata e mentre tutti sgomitano per fuggire, per salvare la propria pelle (inutilmente, perché non esiste distanza di sicurezza), gli artificieri sono calpestati dalla folla, i tronfi padroni forse sono già al sicuro in un pianeta che nemmeno riusciamo a vedere, mentre questi potenti impotenti stanno seduti sulla bomba dando ordini alla piazza vuota. Cassandra è più vecchia che mai, qualcuno vocifera che sia già morta, altri che sia andata fuor di senno, altri ancora che se la rida aspettando la fine. La Francia ha cambiato comandante, in tanti ne sono felici, in tanti sperano, qualcuno è preoccupato. Noi di qua dalle alpi, giochiamo al gioco che ci piace di più: aspettare il salvatore che pensi a tutto, senza troppo disturbare i nostri stanchi cervelli. Abbiamo sognato Zapatero, poi Obama, adesso Hollande. Chiunque va bene, purché si possa continuare a dormire.

5 maggio 2012 - E’ notte fonda e penso che sarebbe probabilmente più utile andare a dormire, ma mi prudono ancora le mani. Oggi ho pensato molto ai progetti di questi ultimi mesi, e alcune cose mi pare viaggino bene, altre stentano. Mi riferisco alla politica locale ovviamente. Il mio progetto di abbandonare certi impegni nel 2013 sembra ancora non trovare sponde. Conciliare l’entusiasmo per ciò che vedo con la depressione per ciò che non riesco a mostrare è sempre difficile e produce stanchezza, per questo il 2013 era una data che ritenevo ragionevole per dire di avercela messa tutta senza dover risentire di una pesantezza eccessiva. Ma una valigia si chiude solo quando è piena… vedremo cosa accadrà, la navigazione è sempre a vista. I tempi del resto sono e saranno talmente drammatici, che forse qualcuno inizierà a vedere davvero cose che non aveva mai visto prima.

4 maggio 2012 - Oggi ho voglia di scherzare. Se anche voi ne avete, leggetevi queste Confessioni (semiserie) di un mascalzone  (teppista mi pare troppo e malandrino forse è troppo poco…)

3 maggio 2012 - L’altra sera mi è capitato di rivedere qualche spezzone di Amarcord, uno straordinario affresco di ricordi personali e per questo comuni, particolari al punto da essere decisamente universali. Anche se quella parte l’altra sera me la sono persa, ricordo perfettamente il gerarca nel suo disperato stupore che continua a ripetere “ma perché non vuoi capire?!”, mentre i camerati tentano di “spiegare” le loro ragioni con forti dosi di olio di ricino. Ringrazio i radicali di avermi insegnato la nonviolenza, perché quel “perché non vuoi capire” mi risuona spesso nella mente di fronte a tanta cecità e se pure sono convinto delle mie ragioni, quanto lo sono dei loro torti, penso che potrei anch’io alla fine degenerare nella disperazione delle mie verità, se non avessi questo incontro fortunato della mia vita ad indicarmi un’altra strada. Ma certo comprendo quello stupore, ne condivido l’essenza, se pure in quel caso si trattava di una ben magra verità, completamente intrisa di grassa menzogna,  il sentimento che Fellini voleva mostrare è invece comune, condiviso, quotidiano e conosciuto come l’abito di ogni giorno. Conviviamo increduli con questa sorpresa e siamo costretti a farcene una ragione e tirare avanti.

2 maggio 2012 - Eccomi tornato. Per qualche giorno ho respirato aria parigina; è stato bello, è stato utile, è stato rilassante e molte altre cose.  Appena rientrato ho acceso il computer e mi sono letto quasi 200 messaggi che giacevano pazienti. Ne ho tratto qualche spunto di riflessione. Quanto accaduto in mia assenza ed anche quanto non accaduto… è tutto importante. Alcune mie previsioni si sono avverate ed oggi sono ancora più convinto che sia necessario cercare in loco le risorse per far crescere un dibattito, una nuova consapevolezza, una nuova speranza. Oltre il locale ci siamo noi radicali, ma troppo indigeribili, complessi e imbarazzanti per le coscienze anche dei “buoni”.  Dunque bisogna trovare una strada nuova e rinunciare a inseguire dei riferimenti che regolarmente portano delusioni.  Su questo credo dovrò lavorare nei prossimi giorni e lo farò. La nostra realtà è certo povera, ma tutta l’Italia lo è, e non serve a nulla rovistare nelle ombre altrui per cercare la nostra luce. Dobbiamo lavorare qua, farlo adesso e sperare che le nostre forze siano sufficienti. E’ perfettamente inutile innamorarsi via via delle mille false novità che si dibattono per indicare una strada che sia compatibile con gli errori del passato, che sia rassicurante, che non costringa nessuno a recitare un mea culpa. Queste strade nascono vecchie perché non possono guardarsi indietro e dunque non sapranno mai guardare davvero in avanti.

25 aprile 2012 - Nei prossimi giorni riordinerò le idee e prenderò le decisioni necessarie. Per il momento devo ancora attendere, vedere gli sviluppi o anche i non sviluppi della situazione. Oggi non sono stato a Roma, avrei dovuto, ma altri impegni me l’hanno impedito. Sono un po’ dispiaciuto, anche se il momento che sto attraversando è piacevole, ma questa avrei preferito non perdermela. E’ accaduto, farò penitenza a modo mio.

24 aprile 2012 - La questione della trasformazione di questi scavi “casual” in scavi archeologici è davvero dirimente. Sto parlando evidentemente di Piazza Mercurio e dei ritrovamenti che fanno tanto discutere i massesi in questi giorni. La strada maestra sarebbe quella di impegnarci tutti nel reperire i fondi necessari per la valorizzazione di questo oscuro e antico pezzo di storia locale; fare squadra, fare comunità, fare coeso tessuto cittadino. La realtà sembra presentarsi in modo diverso. Da una parte la chiusura del primo cittadino e certamente di alcuni della sua giunta, che mostrano indifferenza, scarsa visione e misera cultura, dall’altra fameliche orde di “nemici” che vogliono a tutti i costi approfittare della situazione per scopi elettorali, ben contenti se il sindaco prende una cantonata, perché i resti del bottino del potere sono più importanti dei resti romani. In mezzo una città che non trova una sponda disinteressata, ragionevole ed entusiasta per iniziare la costruzione di un città “altra”, che non si è mai vista e pure si è spesso sognata. Sarà l’ennesimo treno che passa col suo fischio sbeffeggiante; non un treno pieno di signori e non una locomotiva rivoluzionaria, ma il semplice treno della ragionevolezza, che sposta un po’ d’aria e nel giro di un minuto è già un vago ricordo e tutto già è tornato spento.

Intanto alcuni progetti vanno avanti e già si levano voci inferocite, prepotenti quanto impaurite. Riuscirà a nascere qualcosa di nuovo in città, nella misura in cui sapremo rispondere con un sorriso a questa violenza (per fortuna verbale).

22 aprile 2012 - I sondaggi danno i radicali in forte crescita (ovviamente forte sempre relativamente ai radicali, ma comunque significativa anche in termini assoluti), è un dato confortante che non può farmi che piacere. il fatto è che dobbiamo anche essere onesti con noi stessi. Questa crescita non è determinata da una lotta pluridecennale alla partitocrazia, non è determinata da indubbi successi sul piano internazionale nel campo dei diritti umani, non è determinata dall’aver previsto i guasti attuali, dal debito pubblico alla corruzione etc. etc. No!! è determinata esclusivamente dall’incazzatura e dalla questione del finanziamento pubblico. Cosa più che giusta ovviamente, ma di fronte alla realtà radicale una cosa se vogliamo anche minima.  E’ un po’ triste questa allegra notizia…

Sul fronte locale c’è invece la questione dei ritrovamenti in Piazza Mercurio. Un fatto rilevante per la nostra comunità e che spero non andrà sprecato. Un risultato utile comunque questi scavi l’hanno già portato: mi sembra che la comunità massese si stia riscoprendo proprio in questa occasione più coesa del solito. Potrebbe essere un segnale di rinascita. Forse vale la pena occuparsi di questo avvenimento anche in questa ottica.

21 aprile 2012 - a Canevara appare il volto di Gesù …anche da queste piccole cose si avverte il forte vento della crisi e si capisce anche chi può avvantaggiarsene.

20 aprile 2012 - Il problema dei manifesti elettorali abusivi, affissi in spregio delle regole e della democrazia (ma potremmo dirlo anche per le liste di Firmigoni), fa pensare a certi cartelli che ci dicono che è “severamente” vietato fare una certa cosa (per esempio fumare). Se diciamo che una cosa è severamente vietata, significa che abbiamo in mente altre cose che sono solo vietate o addirittura “timidamente” vietate, dunque in pratica lecite. L’Italia va ricostruita dal basso davvero, ma in tutti i sensi; ognuno di noi deve sentirsi chiamato in causa.

19 aprile 2012 - La giornata è uggiosa, ma per lo meno oggi abbiamo saputo che la provincia ha fatto una buona figura a Roma (ieri), in particolare voci di corridoio mi hanno informato che l’Ass. Parrini ha fatto un intervento assolutamente dignitoso. La voce di corridoio era alquanto preoccupata dell’intervento di un nostro rappresentante, e invece si è dovuto ricredere. Me ne compiaccio, visto che le Istituzioni locali non sempre riescono a uscire a testa alta da incontri con altre realtà.

18 aprile 2012 - Tutti rivoluzionari ormai; purché sia facile, non occorra troppa concentrazione, non ci si discosti troppo dai luoghi comuni, dalle cose già sentite, dalle cose ovvie, tanto ovvie da non metterci in crisi, cose che già in tanti hanno pensato e dunque devono proprio essere vere, senza starci troppo a RIpensare.

Cambiamo discorso e diamo una notiziola: oggi ho inserito 3 nuove poesie, magari a qualcuno fregasse qualcosa!! Le trovate nella categoria della POESIA appunto. La prima ha un titolo: -intermittenza Potemkin-. Le due successive non l’hanno.

17 aprile 2012 - In attesa delle reazioni ufficiali, se mai ci saranno, preciso che la mia lettera di ieri è non solo un atto di orgoglio per una storia ricca di cui sono fiero di far parte, per il mio piccolo contributo, e che sono felice faccia parte di me, per il grande contributo che ne ricavo umanamente e culturalmente, ma pretende di essere anche un’offerta in un momento difficile per tutti, che rischia di essere preludio a momenti assai più drammatici se non sapremo aprirci insieme una nuova strada. Noi non siamo perfetti né immuni da errori, ma ciò che è stato costruito in questi anni ha i caratteri della straordinarietà ed è una costruzione che si deve non certo ad un solo uomo, come a volte molti “amici” sembrano voler insinuare, e nemmeno nonostante il solo uomo, come fin troppi nemici vorrebbero affermare. E’ una storia che trova nella coralità e nel contributo anche minimo di tutti, la sua vera natura. Un partito come il PD, che ha in passato ventilato una sua autosufficienza, non può mai, neppure allora, aver inteso tale autosufficienza come chiusura al dialogo.

16 aprile 2012 - Come promesso e sperando che la fretta non mi abbia giocato brutti scherzi, ecco la lettera che vi avevo annunciato ieri. In effetti non c’era molta fretta, ma quando mi viene in mente una cosa, mettere del tempo in mezzo mi dà un enorme fastidio. Già l’attesa è estenuante quando le cose le devono fare altri, quando dipendono solo da me preferisco andare subito al dunque. Spero comunque di esser stato abbastanza chiaro e non aver fatto troppi errori!!!

Lettera aperta al Segretario comunale del Partito Democratico Cesare Ugolotti

15 aprile 2012 - Ho in mente una piccola chicca per domani. Niente di travolgente; solo una letterina. Tornate a trovarmi e  …buona lettura!

11 aprile 2012 - Giorgiana e Sergio erano così diversi, lontane le loro menti, forse anche lontani i loro cuori, ma uniti nel non vedere i loro 20 anni e nessun altro anno. Alla nascita di Sergio non avevo ancora 1 anno, oggi guardando quella foto penso che potrebbe essere mio figlio; perché la morte impietrisce in un’istantanea, anche quando dura 48 giorni e non finisce mai. In quella foto ci sono i suoi 18 anni, ci sono i 18 anni di una generazione intera, ci sono i 18 anni di tanti dell’altra parte uccisi da questa, e dei tanti di questa e quella uccisi da uno stato assassino. Così come per Sergio Ramelli, i 18 anni furono età tragica anche per Giorgiana Masi. E non è vero che “Sergio vive”, come non è vero “ora e sempre resistenza”, come non è vero “lo Stato siamo noi”.

Sergio è morto, la resistenza è dissanguata e lo Stato è in mano ancora alla più volgare partitocrazia.

Ma chi ha voglia di rinvangare per ricostruire? si muore anche svuotandosi dentro perché alla fine non ci sia rimpianto. A 18 anni si può essere di destra, di sinistra, di sopra o di sotto;  si può essere tutto a 18 anni, e tanti sono stati di tutto prima di diventare di qualcosa. Altri hanno solo accettato di diventare di qualcuno. Ma a 18 anni non si perdona e non si è perdonati, occorrono ancora tanti anni per arrivare a questo, e chi rimane vittima non ha neppure la possibilità di ripensare le sue scelte. In quei 18 anni viene congelato, senza alcun rispetto per la sua crescita mancata che avrebbe potuto portarlo da noi o da altri ancora, con la sua umanità, la sua carica e la sua nuova consapevolezza. Togliere il futuro significa anche condannare all’errore. Pentirsi è un privilegio dei vivi. Pentirsi, ricredersi, ripensarsi. Coerenti con sé stessi prima ancora che con le proprie idee. Oggi tutto questo è difficile. Oggi la violenza politica è meno violenta forse, ma certamente anche meno politica. In un mondo che ormai sa tutto, che ha un copione ormai scritto fra fascisti e antifascisti, tutto ciò che si recita è commedia o tragedia; probabilmente farsa. “Poveri ragazzi d’oggi. Poveri e ingannati; bugie, rivoluzioni e sogni li avete ereditati”.

10 aprile 2012 - Un tempo il regime imponeva il termine “farneticanti” per descrivere certi comunicati che gungevano a cadenza regolare nei momenti di grande crisi. La maggioranza, più o meno silenziosa, subiva, ma anche condivideva, questa definizione e ne aveva buone ragioni. In pochi però si rendevano conto dei comunicati altrettanto farneticanti che il potere elargiva a piene mani. In ogni caso in questi come in quelli c’era un corpo pesante, un macigno che non era rappresentato solo dal corpo ostaggio o dai corpi dei carnefici, non era solo il corpo dell’apparato o il corpo del potente. C’era una sostanza, magari anch’essa farneticante, ma c’era. Non ho alcuna intenzione di rimpiangere, non c’è nulla da rimpiangere, però certo quel mondo non esiste più e sembra esser stato sostituito da un non-mondo, governato da non-pensieri, non-progetti, una realtà irreale, che quando scoppia nella brutalità della realtà vera, quella dei disperati, dei suicidi, dei morti ammazzati, non riesce più a misurarcisi. Rimprovero ai comunisti di averci sottratto le potenzialità del comunismo dopo la rovinosa caduta del muro. I comunisti di oggi continuano a farneticare, ma dietro ogni loro parola c’è la stanca riproposizione di vecchie elucubrazioni elucubrate da altri, assorbite con fatica e spacciate al nuovo pubblico in cerca di significati. Rimprovero ai liberali di non avere più voglia di perseverare nella ricerca di quelle libertà, rimprovero ai socialisti semplicemente di non esistere più. Rimprovero a tutti questi di essersi annullati senza sapersi superare e fingendo invece di esser ancora quelli… Il traditore non è solo chi cambia bandiera, ma anche chi continua a sventolare i brandelli di una bandiera di tempi perduti, rendendo ridicoli anche i padri nobili che non si sono mai augurati tali figli, conservatori delle loro rivoluzioni.

Oggi c’è Monti e mi si chiede talvolta se mi piace o no, quasi fosse un problema di preferenze, e perché lo difendo, ma perché non abbastanza. Monti non è la soluzione, è solo un prender tempo. Monti ci offre risposte un po’ vecchie, un po’ scontate e solo in parte anche innovative, ma lui di più non può fare. Il suo compito era ed è quello di darci tempo perché si possano elaborare delle soluzioni. Il suo compito lo sta svolgendo, ma non può durare in eterno. La medicina rallenta il decorso della malattia, ma è chiaro a tutti che prima o poi sarà necessario l’intervento. In questa situazione i partiti cosa fanno? Il rischio è che non utilizzino il tempo che gli è dato per preparare l’intervento chirurgico, ma solo per le loro beghette interne o per un improbabile posizionamento in un’area senza misure e riferimenti se non relativi a sé stessi. Non a destra, non a sinistra, ma al massimo più a destra o a sinistra di altri. Ma il 2013 si avvicina e se questo anno sarà passato invano, saranno davvero problemi tali che tutto ciò che accade oggi parrà uno scherzo.

8 aprile 2012 - C’è davvero qualcuno che da me si aspetta rivelazioni. A causa delle “parentele” qualcuno pensa di poter trarre indicazioni dalle mie parole. Il fatto è che io vado per la mia strada e anche se talvolta questa strada può incrociarsi con quella di altri, questo non vuol dire né che io abbia notizie di prima mano, né che le mie azioni siano finalizzate a qualcosa che non sia la mia solita strada di sempre, quella delle mie idee, dei miei progetti, dei miei obiettivi. Mi spiace per chi si aspetta rivelazioni, continuerà ad aspettare invano. Intanto la pasqua è passata, e forse ha portato una piccola resurrezione attesa da tempo. Vedremo!! – Cambiando argomento. Il panorama politico per il momento non cambia, ma ogni minimo segno di speranza va colto. Ormai si aspettano i risultati di Carrara per capire chi vince e chi perde, non certo per la lotta alla poltrona di sindaco, ma per quella meschina lotta di potere che mette tutti contro tutti. Ogni zero virgola in più o in meno, verrà valutato, analizzato e pesato. Sul tavolo delle trattative per l’anno prossimo, questi risultati avranno un peso, insieme a molte altre valutazioni. Il PD sta perdendo troppo, altri devono dimostrare di non essere fasulli; a Carrara si decide molto più di un sindaco già deciso.

6 aprile 2012 - Bossi,  in una intervista “rubata” per strada appena ieri, alla domanda “ha parlato con suo figlio” ha risposto “ha cercato di difendersi”. C’è qualcosa di umano certamente anche nell’Umberto. Forse chissà persino il trota inconsciamente gli ha voluto far pagare l’avergli appiccicato questo nomignolo così sminuente. Intanto tutti affondano, PD e PDL nei loro contrasti interni, altri perché pizzicati con le mani nella marmellata, altri perché sbandati in cerca di una meta. Così i soliti elettori si affannano a dire di quanto schifo sia colma la politica e i soliti elettori sempre a ripetere quel TUTTI, TUTTI, TUTTI. No, non tutti, e se non riuscite a cogliere le differenze, sono proprio fatti vostri. Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Anche noi affondiamo, ma noi solo perché in troppi non hanno il coraggio di ammettere una differenza.

3 aprile 2012 - Proviamo a riprendere il filo del discorso. Il fatto è che sempre più ho l’impressione che l’unico ambito dove si può realizzare qualcosa è quello ristretto dell’individuale, del personale, del familiare. Tutto il resto sempre più sembra tempo perso. Sarà pure presunzione, ma …sarei dannato a consumare in questo natio borgo selvaggio, intra una gente zotica, vil; cui nomi strani, e spesso argomento di riso e di trastullo, son dottrina e saper; che m’odia e fugge, per invidia non già, che non mi tiene maggior di sé, ma perché tale estima ch’io mi tenga in cuor mio, sebben di fuori a persona giammai non ne fo segno.
E sono anche un po’ stufo di questa ipocrisia…

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Questa pagina, prima di portare il nome di Gulliver, si chiamava “Quel che mi importa farvi sapere”. In ricordo di questo i mesi archiviati riportano ancora la dicitura “quel che” seguita dal mese di riferimento.

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