Zarviz’Art
La pagina di Carlo Del Nero ORGOGLIOSAMENTE LAICISTAArchivio per 4 - P O E S I A
Frammenti
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Scrivo parole;
Nessuno le rivendica,
dunque,
devono proprio essere mie!
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Vorrei non pensare
che ti sei arresa su me
senza più voler
andare oltre
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me ne stavo
con la pelle d’oca
e i tuoi capezzoli
conficcati negli occhi
a parlare delle disgrazie
del mondo;
eri ingiusta
nei miei confronti
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Attimo
c’è una ruga sulla mia mano
che ieri non c’era
e non ci sarà più domani
quando gli occhi non saranno
così pignoli
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dovrei avventurarmi
come se il resto di questa vita
fosse sempre
un’altra vita
o restare
come se il resto di questo amore
fosse sempre un nuovo amore
Resto in questa vita
a sognare di altri amori
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Mascherandomi da me stesso
quasi
ho imparato
ad esserlo
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Poeta
Se mi scruti
sappi
che prima ancora
io mi concessi
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Da qualche tempo
non ho più bisogno di uscire,
così esco senza bisogno
e mi perdo in questa città
di tre vicoli appena
ma non prima
di aver sognato
di essere uno dei tanti.
E percorro strade
dove non ero mai stato
fin da bambino
quasi ogni giorno
è tutto cambiato
esattamente come lo ricordavo
sembra musica
…sembra migliore.
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Via Rossini
Ho costruito la mia casa
sulla casa dei miei,
ma la casa delle vacanze.
Qui
la solitudine, anche,
è una festa.
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Paesaggio
Il mare spettina
il suo pizzo di uncinetto
alla riva
come tendaggio
a perdita d’occhio
nasconde l’abisso
vanno in scena
sopra di lui
il giorno e la notte.
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Ci portiamo con cautela
fino agli ultimi baci stanchi
poi ci sorprende
il non abbastanza.
Cerchiamo sulle labbra
quel fremito
e sulle cose il segno.
Aver saputo prima
che avrei vissuto tanto!
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nessuno conosce il mio nome;
chiamano col mio nome
uno che conosco appena.
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Un lungo
rosario di secoli
lentamente sgranato
si risolve in me
quando il mio sguardo
segretamente
indaga
il tuo seno
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è tutto quasi perfetto
quando sto per piangere
solo nessuno a cui dirlo
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L’aquilone
Un pensiero
lega
la terra al vento
bucano il cielo
perimetrati colori
è gioia che non dura
il tempo di gioire
qualcuno sotto
ha fede
di esser vivo
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Quasi posso immaginarti
come una dea stropicciata
leggi ancora
davanti al fuoco
con un maglione troppo grande
hai fantasie e ricordi
e sempre più sere
davanti al camino
già che lui se n’è andato
ma oggi non hai più
paura del buio e
non avresti paura
neppure di me
se a volte tornando
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Ho incantato il giorno…
per me
s’è fatto notte.
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Le donne spengono tutte le luci
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Via Turati
Abitano la mia casa
e li sento
frugarmi nelle mutande.
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Se dopo tanti anni
ancora ricordi il mio volto
di una sola notte d’amore
è perché
nella malinconica volgarità dei miei occhi
scorgesti
un indizio di santità.
Anch’io ricordo di te
e di me
che con gli anni ho perso
volgarità e santità
in egual misura.
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Nell’immobile sera
nella solitudine dei versi
che non sanno uscire
nell’inutilità del risveglio
nei sensi di colpa del giorno
In questo intermittente vuoto
riscopri
l’urgenza di un amore
lasciato alle spalle.
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Il viaggiatore perduto
è il solo
ad aver trovato la via
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accade sempre qualcosa
in qualche posto magari
dovesse una volta
accadere nulla
non avrebbe più la forza
di accadere
qualcosa o
nulla
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Nella dispensa del mio cuore
dove già in molti hanno razziato
ancora puoi trovare ristoro
alla tua fame.